Con Technogym anche la ricerca scientifica corre veloce.
Come funziona la ricerca scientifica nello sport? Come si calcolano i valori fisiologici dell'atleta e si migliorano i programmi di allenamento ? Che strumenti si usano?
Proviamo a dare alcune risposte a queste domande e scopriremo che molti attrezzi "da palestra" vengono usati anche dai ricercatori di tutto il mondo per raggiungere i risultati scientifici che poi faranno i cambiamenti della Scienza dello Sport. Per rendere facile e concreto l'esempio guardiamo come una recente ricerca si sta svolgendo, con quale modalità e con quali obbiettivi.

La ricerca denominata "Analisi biomeccanica della corsa a diverse pendenze" è un progetto coordinato dal Dott. Johnny Padulo dell'Università di Roma Tor Vergata che vede nel team diverse competenze provenienti da dipartimenti ed Università nazionali: Gian Mario Migliaccio, PhD del Coni Sardegna, Raffaele Milia, medico dello sport dell'Università di Cagliari e Pasquale Mignogna della scuola di dottorato dell'Università del Molise.

Il progetto fa parte delle ricerche scientifiche di alta specializzazione in corso di attuazione all'interno del "laboratorio dello sport" promosso da Coni Sardegna con un bando internazionale.
"Anche la Tecnogym è stata coivolta in questa ricerca - dichiara Johnny Padulo - poichè per l'analisi cinematica della tecnica di corsa avevamo bisogno di un treadmill specifico e di tipo professionale che ci consentisse una regolarità di andatura, di gradi di pendenza ed in totale assenza di vibrazioni anche ad alte intensità. In Ungheria, dove ho attivato le basi per questa ricerca, abbiamo ritenuto di focalizzarci su questo modello."
La scelta si è focalizzata sul modello Run 500, particolarmente adatto a questo scopo. "E' un modello che risponde a queste caratteristiche - aggiunge Andrea Pani della Tecnogym Sardegna - ed abbiamo lavorato con il team di ricerca per trovare il modello e la location adatta, in questo caso il centro Himalaya di Cagliari."

La ricerca scientifica richiede un particolare protocollo di lavoro, abbastanza impegnativo, e dedicato per atleti maratoneti di alto livello. Sono state analizzate tante variabili quali il consumo di ossigeno (Vo2), l'acido lattico, l'attività muscolare (EMG), ed i parametricinematici (Dartfish) oltre a tutti i valori biometrici. Gli atleti, tutti agonisti, sono stati selezionati dal Prof. Nardino Degortes, allenatore Fidal e già allenatore delle squadre nazionali di mezzofondo di atletica leggera.

"Contiamo di concludere la ricerca per i primi di gennaio - dichiara Gian Mario Migliaccio, dottore di ricerca - è un lavoro che produrrà anche immediate ricadute verso lo sport di alto livello poichè è estremamente innovativo. L'aspetto comunque interessante della ricerca scientifica nello sport è proprio questo, gran parte dei risultati possono essere utilizzati anche in palestra per programmi di allenamento personalizzati e di qualità, le attrezzature da lavoro infatti sono quelle della Tecnogym- Ovviamente è necessario uno specialista in scienza dello sport che poi sappia tradurre le ricerche in metodologia dell'allenamento."

Durante le attività di ricerca hanno assistito i numerosi allievi del centro Himalaya, particolarmente incuriositi dalle attività.
Avere una collaborazione tra diverse Università consente anche di poter incrementare le competenze dei gruppi di ricerca, la scelta di Cagliari è stata infatti stabilita per via dell'esperienza in fisiologia dello sport che, grazie al team del Prof. Alberto Concu, ha una rinomata esperienza Internazionale.

Come fare quindi ad "emulare" i grandi atleti anche in palestra? Intanto essere costanti nella frequenza, utilizzare attrezzatura di qualità e richiedere programmi personalizzati. Questo è il futuro della ricerca scientifica nello sport e sarà sempre più frequente nel futuro vedere ricercatori che sperimentano nuovo e sempre più efficati metodologie di allenamento.
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